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Niente terapia intensiva al "Barone Lombardo", monta la protesta

I sindaci del distretto D3 hanno scritto alla Regione e alla Prefettura, non si escludono proteste

Mancata realizzazione di posti di rianimazione all'ospedale "Barone Lombardo" di Canicattì, i sindaci del Distretto socio sanitario D3 scrivono alla Prefettura e alla Regione per ribadire la propria contrarietà.

“Apprendiamo con tristezza e tanta rabbia del contenuto della nota ufficiale indirizzata ai direttori medici dei presidi ospedalieri provinciali con la quale, sostanzialmente e praticamente, la Regione abbandona a sè stessa la nostra città, il nostro ospedale e tutto l’hinterland - aveva detto ieri il sindaco Ettore Di Ventura -. Caro presidente Musumeci, lungi da me voler fare polemiche in questo momento. Abbiamo visto in diretta il suo sfogo sulle mascherine inviate dal governo nazionale e ci siamo sentiti al suo fianco. Accomunati a Lei in questa lotta immane contro un nemico subdolo. Siamo tutti in trincea, insieme ad affrontare quotidianamente queste sfide. Ed in un tale momento, di preoccupazione e di comunanza, come può un provvedimento di così vitale importanza basarsi su considerazioni che non mirino anche a rassicurare la popolazione, men che meno su considerazioni di carattere politico?".

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Pullara: "Legittime le proteste di chi vuole Terapia intensiva a Canicattì"

"Il malcontento - dicono invece coralmente il sindaci del Distretto - sta montando sui canali social, anche alimentato, come dicevamo, dalla notizia del primo caso di contagio a Canicattì. La stanchezza della gente a cui si chiedono enormi sacrifici aumenta ogni giorno di più, e simili decisioni discriminatorie, a prescindere dalle motivazioni alla base, potrebbero trasformare tale stanchezza in rabbia, tanto da farci temere per l’ordine pubblico, oltre che per la salute dei nostri concittadini".

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