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Spaccia delle pietre per diamanti e truffa 3.500 euro ad un 60enne: denunciato

Le indagini della polizia stanno, adesso, cercando di identificare gli altri due complici che hanno agito assieme al cinquantenne

Ha spacciato delle pietre, di nessun valore, e un anello fasullo come diamanti e un gioiello in oro. Ha truffato - facendosi consegnare ben 3.500 euro - un sessantenne di Canicattì. Un uomo che è rimasto con un pugno di pietre inutili in mano. Ma il truffatore è stato identificato e denunciato dai poliziotti del commissariato. Si tratta di un cinquantenne palermitano che, adesso, dovrà rispondere dell'ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata. Associazione per delinquere perché il palermitano non ha agito da solo, ma assieme ad altre due persone che, al momento, sono ancora ignote. 

Bravissimi attori i tre che hanno dato il via al "copione" chiedendo una semplice, banale, informazione stradale. Perché uno di loro doveva incontrare un gioiellere del posto. Un gioielliere con il quale aveva un appuntamento per la compravendita di alcuni diamanti. E proprio mentre uno dei tre truffatori raccontava tutto questo al sessantenne canicattinese, un complice è sopraggiunto e s'è intromesso nella discussione, chiedendo anche di vedere i preziosi. Poi, improvvisamente, è anche arrivato il gioielliere fasullo che, con tanto di apposita lente, ha stimato le pietre preziose in 15 mila euro. Fra i tre - spettatore il canicattinese - c'è stata anche una contrattazione e, alla fine, si sono accordati per 12 mila euro. Uno dei tre truffatori ha anche consegnato ad un altro - secondo la ricostruzione dei poliziotti del commissariato di Canicattì - 500 euro di caparra, promettendo di ritornare nel giro di pochi minuti dopo aver recuperato gli altri soldi. Ma il truffatore con i gioielli in mano s'è ben presto - il copione s'avviava verso l'epilogo - spazientito d'attendere l'arrivo del resto dei soldi. Il complice rimasto sul posto, a questo punto, avrebbe convinto il canicattinese a farlo loro, al 50 per cento, l'affare. E' ripartita la contrattazione e da 12 mila euro, per quei diamanti e quell'anello fasulli, si è arrivati a 7 mila euro. Quindi 3.500 euro a testa. E questi sono stati proprio i soldi che il sessantenne canicattinese ha consegnato al palermitano, rimanendo con un sacchetto di pietre inutili in mano.

La farsa del venditore è durata fino alla fine perché s'è allontanato per andare a prendere i certificati di garanzia delle pietre preziose che aveva in macchina. Non è più, però, naturalmente, tornato. Quando l'anziano ha subodorato che c'era qualcosa di strano in quella "fortunata" compravendita, s'è recato dai poliziotti di Canicattì. Ha descritto accuratamente l'uomo e i poliziotti - grazie ad una ricerca negli archivi informatici - cercando quanti hanno precedenti per truffa hanno mostrato al sessantenne decine e decine di fotografie. E ad un certo punto il canicattinese ha riconosciuto l'uomo al quale ha consegnato ben 3.500 euro. Un cinquantenne palermitano che è stato, appunto, denunciato alla Procura della Repubblica. 

La polizia richiama tutti ad una maggiore attenzione per non cadere in trappole del genere. Ma per non scivolare neanche in quelle organizzate da pseudo impiegati dell'agenzia delle entrate, tecnici o funzionari dell'Enel. "Non lasciatevi ingannare. Non date la vostra fiducia a nessuno. Prestate sempre attenzione e al minimo dubbio chiamate la polizia, gli agenti arriveranno subito - ha detto il vice questore Cesare Castelli, dirigente del commissariato di polizia, - per controllare". 

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