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Mafia: "estorsioni a Camastra", 5 arresti nell'operazione "Vultur"

Gli indagati sono accusati di avere tentato di ottenere il monopolio delle pompe funebri a Camastra, ed a Canicattì di "regolarizzare" la gestione di una discoteca

E’ stata definita “Vultur”, termine latino che in italiano si traduce con avvoltoio, l’operazione condotta all’alba di oggi dalla squadra mobile di Agrigento, che ha eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del tribunale di Palermo su richiesta della Direzione distrettuale antimafia che ha coordinato l’attività investigativa. L’accusa per tutti è di aver fatto parte di un’associazione mafiosa operante nel territorio di Camastra per commettere estorsioni.

Ecco i nomi degli arrestati: Rosario Meli, 68 anni di Camastra, il figlio Vincenzo Meli, 46 anni di Camastra, Calogero Piombo di 65 anni di Camastra, Calogero Di Caro, 70 anni di Canicattì ed Angelo Prato di 38 anni di Camastra che è stato posto ai domiciliari. Nell’inchiesta sono coinvolte altre 7 persone, al momento non raggiunte da alcuna misura cautelare.
Nel territorio di Camastra, secondo l’accusa, Rosario Meli avrebbe posto in essere richieste estorsive, con l'aggravante del metodo mafoso, nei confronti di un’impresa di pompe funebri, nel tentativo soprattutto di ottenere, per persone a lui vicine, il monopolio di questa attività a Camastra. Il ruolo di Calogero Di Caro nell’inchiesta, secondo i magistrati della Dda, è legato alla gestione di un locale a Canicattì. Secondo l’accusa, infatti, Rosario Meli avrebbe intrattenuto rapporti con Di Caro per “regolarizzare” la gestione di questa attività imprenditoriale che ricadeva nel territorio di Canicattì.

I dettagli dell’operazione sono stati resi noti stamani, nel corso di una conferenza stampa in questura, dal vicario del questore, Giuseppe Peritore, e dal capo della squadra mobile, Giovanni Minardi.

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E’ stato spiegato che le indagini sono iniziate nel 2012. E’ indagando sugli omicidi Condello e Priolo, avvenuti entrambi a Palma di Montechiaro, anche se nessuna contestazione rispetto ai fatti di sangue viene fatta alle 5 persone arrestate, che la squadra mobile, coordinata dalla Dda di Palermo, ha imboccato un filone che è arrivato fino all’emissione dei provvedimenti di oggi. Sono tantissime le persone sentite in questura nel corso delle indagini, ma numerose sono anche le conversazioni tra gli indagati, ed anche tra altre persone, che trovano spazio nell’ordinanza emessa dal gip. A coordinare l’attività investigativa sono stati Maurizio Scalia, procuratore presso la Dda di Palermo, i sostituti Emanuele Ravaglioli, Alessia Sinatra e Maria Teresa Maligno. 

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