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Mafia, inchiesta "Vultur": ultime arringhe prima della sentenza

Oggi hanno illustrato le conclusioni i difensori di Vincenzo Meli e Calogero Piombo, domani il verdetto

"L'unico motivo per il quale il pm chiede la condanna di Vincenzo Meli è il suo precedente che risale al 1996, quando era un ventenne, nonchè il rapporto di parentela col padre. Il dibattimento non ha provato una sola condotta di associato mafioso". L'avvocato Giuseppe Barba conclude l'arringa difensiva, iniziata il giorno prima dal collega Giovanni Castronovo, e chiede l'assoluzione del quarantaseienne figlio del boss Rosario, 70 anni, nei cui confronti il pm della Dda Alessia Sinatra ha proposto la condanna a 18 anni di reclusione.

"Rosario Meli controllava politica ed economia", chiesti 24 anni

Insieme a Barba, questa mattina nell'aula bunker del carcere Petrusa, è stato il turno delle arringhe difensive degli avvocati Angela Porcello e Lillo Fiorello difensori del tabaccaio di Camastra Calogero Piombo, 67 anni, e Calogero Di Caro, 72 anni, vecchio boss di Canicattì, nei cui confronti il pm ha chiesto, rispettivamente, 15 e 20 anni di carcere.

Domani con l'arringa dell'avvocato Raffaele Bonsignore, difensore insieme al collega Santo Lucia di Rosario Meli, nei cui confronti sono stati proposti 24 anni di carcere, si chiuderanno le discussioni e il collegio di giudici presieduto da Luisa Turco, con a latere Enzo Ricotta e Rosanna Croce, si ritirerà in camera di consiglio dalla quale uscirà in giornata per emettere il verdetto del processo scaturito dall'inchiesta "Vultur" che ha svelato alcune dinamiche mafiose di Camastra e Canicattì.

Fissate requisitoria e sentenza

L'avvocato Porcello, oggi, è tornata a esaminare la posizione di Piombo, ritenuto dalla Procura il "cassiere" della famiglia mafiosa di Camastra, diretta da Rosario Meli, detto "u puparu", figura di spicco della mafia già dagli anni Ottanta e Novanta, tornato pienamente operativo dopo una precedente condanna. "La sua unica colpa - ha spiegato il legale - è quella di gestire una tabaccheria al centro di un paese di tremila persone ed essere amico di Rosario Meli". Fra le contestazioni quella di avere ricevuto un foglio con la contabilità delle estorsioni da parte dell'imprenditore Bruno Forti, presunta vittima del racket da parte dei Meli.

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