Ultimo aggiornamento: Lunedì 15 Mar. 2010 | 00:16
Cronaca | Canicattì | 6 Giu 2009 | 17:24

Identificato l'autore del volantino contro romeno

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
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di Carmelo Vella

manifesto_romeno manifesto_romeno Ha un nome ed un volto l’autore di alcuni volantini che ritraevano un giovane di nazionalità romena che veniva accusato in quelle stampe di essere un ladro. A fare tappezzare il paese di quel manifestino è stato un connazionale del ragazzo indicato come l’autore di alcuni furti commessi in città. Una storia, quella emersa, che mette a nudo una triste realtà: quella della guerra tra stranieri che vivono spesso al limite della decenza in un paese che offre sempre meno per loro.

Tutto ha avuto inizio quando il romeno, autore della realizzazione del manifesto, ha subìto un furto all’interno della propria abitazione. Da qui è partita la caccia al presunto ladro dopo che lo stesso aveva avuto il sentore che l’autore fosse stato un suo connazionale. Attivata una rete investigativa privata, l’autore del volantino diffamatorio è giunto alle sue conclusioni. In un primo momento è andato a casa del connazionale per chiedere che gli venisse restituito il maltolto; ma quando il presunto ladro, alla richiesta, si è rifiutato, il suo connazionale ha deciso di vendicarsi.

Detto, fatto. Nelle scorse settimane la città è stata letteralmente tappezzata da questi volantini che nel breve giro di poche ore hanno suscitato la curiosità di tantissime persone, compreso il malcapitato che era stato stampato su quel manifestino. I più avevano pensato che si potesse trattare di un episodio di razzismo con al centro la comunità romena, ma così non è stato perché alla base di quella storia altro non vi era che una vendetta personale.

A sua volta, però, colui il quale era stato accusato di essere un ladro si è recato a casa del suo connazionale e lo ha aggredito riempiendolo di botte. Adesso tra i due vi è una querela in corso che molto presto approderà in un aula della sede staccata del Tribunale di Canicattì. Dunque nessun episodio razzista dietro questa vicenda che aveva tenuto banco in città, ma dei semplici dissapori tra connazionali.