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Covid, il comitato spinge per il potenziamento dell'ospedale: "Unico ad avere una sola sala operatoria"

Un gruppo di associazioni avvia una petizione per chiedere alla Regione di rivedere il piano sanitario

"L’insorgenza della pandemia del corona-virus nella Nazione ha riacceso, anche nel nostro territorio, un annoso dibattito avente per oggetto la funzionalità delle strutture sanitarie del comprensorio di Canicattì. In particolare viene denunciato il fatto che l’ospedale Barone lombardo di Canicattì, pur servendo ben tredici comuni a cavallo tra le province di Agrigento e Caltanissetta con una popolazione stimata di oltre centomila abitanti, nella elaborazione del Piano Regionale della Sanità in Sicilia, sia stato sacrificato e mortificato".

Una serie di associazioni di Canicattì (Circolo di Compagnia, Rotary Club, Lions Host Canicattì. Lions Castel Bonanno Canicattì
Kiwanis, Associazione Athena, Fidapa, UCIIM) si rivolgono alla Regione e avviano una petizione per potenziare la struttura ospedaliera.

"Lo stesso infatti, è l’unico - dicono - dei nosocomi della provincia di Agrigento ad avere una sola sala operatoria malgrado la sua maggiore utenza rispetto ad altri presenti nel territorio provinciale. Per non parlare del servizio di rianimazione disattivato a suo tempo per carenza di personale e mai più rimesso in funzione. Tali gravi inadempienze sono state negli anni evidenziate dal comitato civico “Pro Ospedale Canicattì” con tutta una serie di iniziative purtroppo cadute nel vuoto".

Il comitato aggiunge: "Chiediamo pertanto alle Autorità in indirizzo, la revisione del Piano sanitario regionale, esigendo che si privilegi l’interesse generale e si consideri l’effettiva necessità di dotare l’ospedale Barone Lombardo di Canicattì di una sala operatoria per la chirurgia e di una sala operatoria per la cardiologia, dal momento che l’unica esistente è quella assegnata al reparto di ostetricia e ginecologia, ma in realtà usata per tutte le necessità degli altri reparti. Chiediamo inoltre - proseguono - la riattivazione del servizio di rianimazione divenuto ormai essenziale in ogni presidio sanitario degno di questo nome e del relativo personale specializzato".

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