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"Minacciavano armati di coltello un coetaneo per farsi consegnare soldi", due ragazzini in comunità

Il presunto comportamento dei fratelli, di 14 e 15 anni, aveva indotto il coetaneo a non volere più uscire di casa, neanche per andare a scuola

Minacciavano con un coltello un coetaneo, connazionale, affinché consegnasse loro dei soldi. Minacce ripetute che hanno portato il ragazzino, ad un certo punto, a non voler neanche più uscire di casa, nemmeno per recarsi a scuola. A denunciare tutto, dopo essersi accorta dello stato del figlio, è stata la madre dell'adolescente.

Ieri pomeriggio, i poliziotti del commissariato di Canicattì hanno eseguito una ordinanza applicativa della misura cautelare del collocamento in comunità a carico di due fratelli minori, romeni residenti a Canicattì, di 14 e 15 anni. Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale per i minorenni di Palermo poiché a loro carico vi sarebbero gravi indizi di colpevolezza per estorsioni aggravate, continuate, in concorso.

A bloccare le gravi condotte dei due adolescenti, nei confronti del connazionale, è stata l'attività investigativa dei poliziotti. Lo scorso mese di gennaio, in commissariato, una madre - praticamente disperata - aveva raccontato ai poliziotti che il proprio figlio non voleva più uscire di casa e che si rifiutava di andare anche a scuola. Il ragazzino, minacciato con un coltello, avrebbe dovuto infatti corrispondere ai due attuali indagati delle somme di denaro. 

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Il giudice per le indagini preliminari, analizzando l'attività investigativa svolta dal commissariato, ha evidenziato la grande disinvoltura degli indagati che avrebbero una rilevante attitudine verso atti criminali. Sottolineata anche la serialità delle condotte. Dopo la notifica dell'ordinanza, i poliziotti - ieri pomeriggio - hanno accompagnato i due fratelli in due diverse comunità per minorenni.
 

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