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Associazione "Amici di Livatino" si dissocia dagli eventi per la legalità, polemica col Comune

Il sindaco: "Abbiamo cercato di chiarire insieme le divergenze, molto contrariato dalla loro mancata collaborazione"

Ettore Di Ventura

Polemica aperta fra gli "Amici del giudice Rosario Angelo Livatino” e il Comune di Canicattì. L'associazione ha comunicato al sindaco Ettore Di Ventura che non parteciperà alla Settimana della legalità e che proseguirà "in maniera autonoma”.  

"L’elaborazione del programma unitario - spiega l'ufficio stampa dell'ente - è stata effettuata cercando di dare spazio alle varie iniziative e con una scaletta che evitasse l’accavallarsi delle stesse, nel rispetto del lavoro svolto da ognuno, degli impegni e accordi già assunti e, non per ultimo, nella considerazione di non voler creare imbarazzo ai partecipanti". 

Uno dei motivi di malcontento, secondo quanto ha spiegato il Comune, "sarebbe legato al coinvolgimento dei Club Service e dell’Ordine degli avvocati, che ogni anno - sottolinea l'amministrazione - ha patrocinato la manifestazione con un contributo oneroso; la visita al cimitero per la deposizione di un omaggio floreale alla tomba del giudice Livatino, motivando difficoltà logistiche per l’apertura dei cancelli del monumento funerario; il convegno “Lettere a Francesca…” cui parteciperà la senatrice Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora".

Il Comune fa sapere che tutte le imcomprensioni erano state superate. "Non si comprendono, pertanto, - aggiunge - né le motivazioni del dissenso né il metodo adottato dalle associazioni nel comunicare il loro distacco dal programma (un messaggio whatsapp) a cui bozza, peraltro, era già stata presentata nei mesi scorsi, per opportuna conoscenza e approvazione, al prefetto di Agrigento". 

“Siamo molto contrariati – commenta il sindaco Ettore Di Ventura – per questo atteggiamento di mancata collaborazione e per l’ostinazione a voler intendere la “Settimana della Legalità” come una ricorrenza privata ad esclusivo appannaggio delle tre associazioni. Con determinazione intendo chiarire che la “memoria del giudice Livatino” è di proprietà dell’intera collettività". 

“Ci è stata avanzata anche la richiesta di una deliberazione di giunta in cui siano contemplate le spese da effettuare per la realizzazione degli eventi, – interviene l’assessore alla Cultura, Katia Farrauto – a tal proposito approfitto per informare la città e le associazioni che per le spese di rappresentanza l’intera giunta ha sempre messo mani al proprio portafogli. Visto che anche quest’anno le associazioni si sono dissociate dal programma comune - conclude l’assessore Farrauto - viene da pensare che le polemiche dello scorso anno non fossero da imputare solo ai ritardi nell’organizzazione ma che alla base ci siano altri motivi”.
 

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